22 febbraio 2019

E-Eye: lo strumento per il trattamento non invasivo dell’occhio secco

L’E-Eye è un dispositivo medico generatore di luce pulsata policromatica. Già con poche sedute si possono apprezzare i miglioramenti.

Come si cura l’occhio secco? Va detto subito che la sindrome dell’occhio secco dal punto di vista terapeutico è stata per lungo tempo sottovalutata. Grazie a strumentazioni d’avanguardia, i medici del centro oculistico STAR 9000 hanno la possibilità di diagnosticare in maniera precisa le alterazioni del film lacrimale e sono in grado di individuare la terapia più appropriata.

L’importanza dei segni funzionali e il fastidio quotidiano dei pazienti hanno portato a diverse azioni terapeutiche.

I trattamenti attualmente disponibili sono per lo più basati sull’utilizzo di sostituti lacrimali e spesso insufficienti per alleviare il disturbo accusato dai pazienti.

Il nuovissimo trattamento a Luce Pulsata Irpl (Intense Regulated Pulsed Light), consente alle ghiandole del Meibomio di riprendere la propria normale funzione già dopo 2 ore dal trattamento.

La strumentazione.

L’apparecchio utilizzato di ultima generazione, l’E-Eye, è un dispositivo medico generatore di luce pulsata policromatica, in grado di produrre sequenze di impulsi luminosi perfettamente calibrate e omogenee.

Gli impulsi modellati sono forniti sotto forma di treni di impulsi, il cui intervallo, spettro e la cui energia sono precisamente determinati per stimolare le ghiandole di Meibomio e ripristinare il loro naturale funzionamento.

La cura.

Il trattamento è semplice, indolore e la seduta dura pochi minuti.

Il paziente si accomoda sul lettino con la testa sollevata di 30 gradi. Il medico appoggia sugli occhi del paziente delle protezioni oculari metalliche opache contro i raggi emessi.Sulla regione degli zigomi e sulla zona temporale è inoltre applicato uno specifico idrogel.

Una serie di 5 flash vengono applicati intorno alla palpebra inferiore, in sequenza, dal canto interno (parte vicino al naso) al canto esterno (parte vicino alla tempia). Lo stesso procedimento viene seguito anche per l’altro occhio.

La stimolazione permette alle ghiandole del Meibomio di riprendere la propria normale funzione già dopo 2 ore dal trattamento. Il successo completo della terapia, però, si ha solo se si esegue il protocollo completo che consiste in 3 o 4 sedute così ripartite nel tempo: giorno 0; 15; 45; 75 (opzionale).

L’efficacia è quasi costante su tutte le forme di disfunzione delle ghiandole di Meibomio, un miglioramento notevole dei sintomi accusati dai pazienti con una soddisfazione dell’ordine del 90% sin dalle prime due sedute.

Il miglioramento è ottenuto rilevando quanto riferito dal paziente sul fastidio accusato prima e dopo l’applicazione del trattamento e sul miglioramento rilevato sul tempo di fissazione durante la lettura o al lavoro a videoterminale. Questo miglioramento è pienamente avvertito sin dalla prima seduta per una durata di alcuni giorni e aumenta la sua efficacia alla seconda applicazione e a quelle successive.

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