Blefaroplastica: tutto quello che c’è da sapere prima di sottoporsi all’intervento
Intervista al dottor Alessandro Bordato, medico chirurgo oculista specializzato in chirurgia oftalmoplastica.

Intervista al dottor Alessandro Bordato, medico chirurgo oculista specializzato in chirurgia oftalmoplastica.

La chirurgia palpebrale si occupa della diagnosi e del trattamento chirurgico delle anomalie strutturali, funzionali ed estetiche delle palpebre. Tra le sue principali aree di intervento troviamo la Blefaroplastica, un intervento chirurgico che mira a rinfrescare lo sguardo, eliminando i segni dell'invecchiamento: palpebre superiori cadenti, borse di grasso e occhiaie che rendono lo sguardo affaticato e invecchiano la fisionomia del volto, e che talvolta interferiscono anche con la qualità della vista.
Abbiamo intervistato il dottor Alessandro Bordato, il nostro medico chirurgo oculista specializzato in chirurgia oftalmoplastica, per fare luce su miti, dubbi e paure legati all’intervento di Blefaroplastica.
«L'intervento di blefaroplastica può essere eseguito per soli fini estetici o anche per motivi funzionali, specialmente nei casi in cui la blefarocalasi sia piuttosto marcata e determini un appesantimento della palpebra superiore tale da impedire la visione del campo visivo superiore».
«L'intervento di blefaroplastica superiore è un intervento che viene svolto in regime ambulatoriale, in anestesia locale.
Ha una durata di circa mezz'ora/quaranta minuti e prevede l'asportazione con elettrobisturi di una losanga di tessuto miocutaneo - quindi che comprenda la cute e parzialmente il muscolo orbicolare della palpebra superiore - per ridurre la pelle in eccesso che si appoggia sulla palpebra superiore.
Dopo l'intervento le cicatrici saranno poco o per nulla visibili, poiché vengono nascoste all'interno della naturale piega palpebrale superiore».
«L'intervento di blefaroplastica inferiore prevede invece l'asportazione di tessuto adiposo della borsa di grasso della palpebra inferiore, che può conferire all’occhio un aspetto gonfio e far percepire uno sguardo affaticato.
L’intervento può essere effettuato per via transcutanea - con un'incisione esterna sotto le ciglia - o per via transcongiuntivale - per via interna, attraverso la palpebra inferiore e il suo versante congiuntivale. Personalmente, l’approccio che prediligo è il secondo, per evitare di lasciare cicatrici visibili nella palpebra inferiore esternamente.
Dall'interno della palpebra si effettua un accesso chirurgico per raggiungere il tessuto adiposo orbitario inferiore, che viene in parte asportato e in parte riposizionato.
A questa operazione è possibile associare un mini-pinch, qualora fosse presente anche un eccesso di cute».
«Come ogni intervento chirurgico, anche la blefaroplastica superiore e inferiore comportano dei piccoli rischi intra e post-operatori. I rischi più comuni e di minore impatto sono la formazione di edema e di ematoma post-operatori, che vanno a risolversi nel giro di qualche giorno.
È invece necessario evitare il rischio che, come esito dell'intervento chirurgico, la palpebra abbia una chiusura incompleta. Questo si può verificare nel caso in cui venga tolta troppa cute della palpebra superiore: un’eventualità che va assolutamente prevenuta con un'attenta valutazione preoperatoria dell'ammontare di cute da rimuovere, per dare sì un buon risultato estetico, ma senza rischiare difetti funzionali a livello palpebrale».
«L’unica fase fastidiosa è quella dell'anestesia locale, perciò veniamo assistiti dall'anestesista che effettua una sedazione cosciente per ridurre al minimo i fastidi legati all'iniezione. Durante l'intervento, invece, non si sente assolutamente dolore».
«Dopo l'intervento i punti rimangono in sede per circa 10/15 giorni.
I tempi di recupero sono rapidi per quello che riguarda il fastidio e il dolore, che si concentrano principalmente nella prima e nella seconda giornata post-intervento.
Per quanto riguarda l’aspetto estetico è invece necessario aspettare tre/quattro settimane per poter apprezzare il risultato finale».
«L'intervento di blefaroplastica non va a modificare l'espressione del paziente o della paziente, ma semplicemente ad alleggerire lo sguardo e a renderlo più fresco e giovane. La forma dell'occhio, così come l'espressione, non vengono modificate».
«La vista non viene assolutamente coinvolta durante l'intervento di blefaroplastica superiore o inferiore, poiché si lavora sugli annessi oculari e non sul bulbo. L’occhio viene coinvolto solo in minima parte dalle terapie post-operatorie con unguento, che può comportare una vista leggermente appannata nei minuti successivi alla sua applicazione».
«L'intervento di blefaroplastica ha un risultato duraturo nel tempo, però non va ad arrestare il passaggio del tempo stesso. Quindi - se un intervento viene fatto in età molto precoce- potrebbe essere necessario, dopo svariati anni, ricorrere a un reintervento o a un ritocco».
«Dopo l'intervento è bene evitare sforzi come il sollevamento di grossi pesi, chinando il capo verso il basso, ed evitare l'esposizione solare per evitare inestetismi legati alla pigmentazione della cicatrice nel post intervento».
«La ripresa della normale attività lavorativa dipende dal tipo di attività che si svolge: se il proprio lavoro comporta sforzi fisici o sollevamento di pesi, è bene aspettare un paio di settimane dall'intervento. Se invece il proprio lavoro prevede un impegno fisico minimo, si può riprendere già dopo qualche giorno.
Per quanto riguarda l’attività sportiva, si può tornare a praticarla dopo un paio di settimane, quando sono ormai stati rimossi i punti di sutura e le ferite sono bene rimarginate. Nei primi giorni, è importante stare relativamente a riposo, evitando sforzi intensi e preferendo un’attività aerobica moderata».
«In generale, è meglio evitare di bagnare le ferite per la prima settimana post-intervento. Per pulire la zona operata è quindi consigliabile utilizzare delle garze sterili.
Prima di riprendere un’eventuale attività in piscina è necessario attendere due settimane dall'intervento, quindi dopo aver rimosso i punti di sutura».
«Anche in questo caso si deve attendere di aver tolto i punti di sutura e che le ferite siano completamente guarite, quindi a distanza di 10/15 giorni dall'intervento».
«Mi sono specializzato in oftalmologia all'ospedale San Raffaele di Milano e oggi esercito l’attività di chirurgo oculista a Milano e a Brescia. Mi piace lavorare da STAR 9000 perché sono circondato da professionisti molto preparati, da tecnologie avanzatissime, lavoro in una sala operatoria perfettamente attrezzata e ho a disposizione tutto quello che mi serve».
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